venerdì, 26 ottobre 2007
17:39

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Trieste 26 Ottobre 1954

Frittata di francynnuf : foto, vita passata, trieste
Il 26 Ottobre 1954 Trieste tornò ad essere italiana.

Trieste ritorno all'Italia - Le RiveUna folla immensa sotto la bora e la pioggia violenta scendeva verso il mare: le case si svuotarono, famiglie intere, uomini, donne, ragazzi, bimbi e vecchi corsero verso il centro, sui tetti delle case vicine, alle finestre, agli abbaini ed in qualunque luogo si potesse scorgere il mare c'era gente che guardava ed agitava bandiere, nastri, drappi e fazzoletti bianchi rossi e verdi tra un urlo continuo: "Giungono! Arrivano! Ecco le navi! Ecco i Bersaglieri" .... che spesso non erano affatto arrivati!
Ad un certo punto, fra gli spruzzi delle onde apparvero davvero le navi: prima un caccia, poi l'incrociatore e poi ancora gli altri due caccia. La gente impazzì, gli undici anni di attesa sfociarono in un immenso grido, in uno slancio incredibile ed inimmaginabile, verso le navi della Patria che giungevano in porto.
Intanto da terra giungevano i Bersaglieri. Impiegarono oltre un'ora con gli autocarri per fare un chilometro o poco più. Non c'era più limite a trattenere l'entusiasmo, gli autocarri erano zeppi di Triestini, sul cofano, sui parafanghi, sull'imperiale, ovunque ci fosse il più piccolo appiglio c'era arrampicato un giovane o una ragazza erano entrati dappertutto, i poveri soldati soffocavano quasi dal grande abbraccio di tutto un popolo! Vennero spogliati dalle penne sul cappello, dal cappello, talvolta anche dalle giubbe e alcuni ci rimettevano anche i bottoni delle giubbe perché ogni cittadino pretendeva un ricordo dal primo soldato che riusciva ad avvicinare. Gli autisti continuavano a guidare, i motori non erano neppure in moto, perché avanzavano spinti dalla folla stessa, senza la minima possibilità per il guidatore di vedere la strada.... Venne il tempo anche dell'assalto alle navi (guarda il video) non appena accostarono: i marinai non poterono far altro che aiutare i molti giovani d'ambo i sessi che s'erano lanciati all'arrembaggio. In pochi momenti a bordo si videro più borghesi che marinai e nulla riusciva a trattenere gli assaltatori, neppure le onde, il vento e la pioggia.

Trieste ritorno all'Italia - Le rive ed il Molo Audace"Oggi, 26 ottobre 2007, Trieste celebra e festeggia il 53° anniversario del ritorno all’Italia, data che per noi rappresenta un luminoso simbolo di libertà. Una giornata che porta il ricordo della passione e del sacrificio di uomini che persero la vita in nome di un ideale alto e nobile: l’amore per la Patria e il diritto di essere italiani (Il Sindaco)."





Trieste ritorno all'Italia - Piazza Unità d'Italia

Ed io mi commuovo...

lunedì, 22 ottobre 2007
16:15

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Blog Catena

Frittata di francynnuf : vita passata, le mie avventure
Ecco, sono stata raggiunta da questa catena... ma credo che sia simpatica quindi la faccio volentieri

REGOLAMENTO
Regola 1: postare il regolamento
Regola 2: parlare di otto fatti a caso e curiosi o che non si sono mai raccontati nel blog che riguardino se stessi in un post dedicato
Regola 3: scegliere altre otto persone da incatenare e dire loro che sono state incatenate.

Allora vediamo... figurini... figurini... mmmmm eh ce ne sono:

1) Sono a scuola, 4° anno del liceo e siamo in laboratorio di ebanisteria. Stiamo realizzando -a coppie- un modellino del padiglione Rietveld di Barcellona in balsa in scala 1:100. Tra i vari componenti del modellino c'erano circa un 15 colonnine dalle dimensioni di 1,5cmx0,5mm di spessore (un suicidio per farle senza che si rompessero). Tutti i pezzi del mio modellino erano sul banco e le colonnine erano avvolte in un pezzo di scotch di carta in modo da non essere disperse. Ad un certo punto -dopo essere andata un attimo nel magazzino a prendere la colla- torno e vedo che le mie colonnine non sono più sul banco. Ovviamente malpensante dico:

Io:- chi ha preso le mie colonnine?

Mi guardano e dicono di no (in classe eravamo solo in 6). Inizio a guardarmi intorno: guardo bene sul banco, guardo perterra, guardo che non siano cadute nel tombino a grata, vado nel magazzino dov'ero stata prima per vedere se sovrapensiero le ho portate e dimenticate là, ma niente non ci sono. Allora giro per i banchi a controllare tutte le colonnine dei miei compagni di classe che continuavano a ripetere che non le avevano. Nel frattempo torna il mio compagno che faceva il lavoro con me, e che era andato a dare una cosa ad un prof.

Io:- Daniel! Hai presente le colonnine?
Daniel:- e
Io:- erano sul banco, sono andata in magazzino e quando sono tornata non c'erano più.
Daniel:- !!! Ma siete delle merde!!
Compagni:- Noi non c'entremo!
Io:- ma non è possibile che si siano volatilizzate... Sicure non siano quelle là?
Sara:- Tommy (il mio soprannome), queste xe nostre, anche perchè le xe 30 visto che le gavemo rifatte due volte. Te gha vardà in magazzin?
Io (Tommy):- si, non ci sono!
Ilaria:- e nel tombin?
Io (Tommy):- Non le xe!!
Daniel e Sara:- andiamo a vedere.

Andiamo dinuovo in magazzino tutti e tre a vedere, ma niente, sembravano volatilizzate. Impossibile trovarle.
Uscendo dal magazzno ad un certo punto sento la mia compagna di classe:

Sara:- Tommy!!! Ma te son mona! Te le gha 'tacade alla maniga!

Ebbene si, mi si erano attacate alla manica del camice con lo scotch che le teneva assieme... non vi dico quanto ero piegata dal ridere, ma non vi dico anche che figurino mi son fatta... credo che non me lo dimenticherò mai.

2) Questo penso sia il mio figurino più ecclatante:

Sera, e sono uscita con i miei più mio nonno per andare in pizzeria.
Dopo aper ordinato da bere decido di togliermi la felpa e appoggiarla alla sedia, mi risiedo e mio padre mi passa il suo borsetto da appoggiare alla sedia vuota che avevo accanto. M’illumino e penso:- spetta che l’appoggio anch’io là senza che stia attaccata alla sedia, mi giro (??)… (???????????)… (???????!!!!!!!!????!!!?)!!!! MA! DOVÈLAMIABORSA???!!! Mi giro, guardo bene sotto al tavolo niente.

Io:-  papà, la mia borsa?
Papà:- dove la xe?
Io:-  non lo so l’avevo attaccata alla sedia
Papà:- sicura? Non è che l’hai lasciata in macchina?
Io:-  ma no no, l’avevo messa a tracolla della sedia, comunque andiamo a vedere

Ma la borsa in macchina non c’era.
Nel frattempo i tipi che erano al tavolo dietro a me, se ne sono andati. Allarmata ho subito pensato che gli unici che potessero aver preso la mia borsa fossero loro, anche perché sinceramente non avevano una bella faccia. I camerieri vedono il movimento al nostro tavolo -eravamo tutti in piedi a cercare ed ad ipotizzare chi l’avesse rubata- e ci chiedono cosa strava succedendo. Spiego loro cos’era accaduto e dopo un pò esce (eravamo in terrazza) anche il proprietario, che aveva le mani in pasta -ovvero tutte infarinate-, a vedere anche lui: gli spieghiamo l’ipotesi e ci dice che le persone che erano dietro a noi, sono operai che da due anni vengono a mangiare da loro e ci metterebbe la mano sul fuoco. Inizio a pensare al contenuto della borsa: poco prima avevo ritirato l’abbonamento della triestina di cui non fanno copie, l’iPod, la patente… o my God! Inizio a pensare anche al perché se avessero preso la borsa gli operai, stazionassero a fumarsi il cicchino davanti al locale, ma comunque ce n’erano solo due, e poi dove l’avrebbero messa? Cosa faccio, chiamo i carabinieri? Il nonno era seduto e parlava e parlava:- te vedi, non bisogna mai metter le borse a tracolla delle sedie che poi…
Ad un certo punto, come un flash mi appare un’idea  : mi si forma un sorrisetto sulle labbra, non so se dal nervoso o dalla cavolata che stava succedendo: mi avvicino furtivamente a mia mamma e le faccio.

Io:-  mamma, mi è venuto un dubbio, non è che la borsa l’ho lasciata a casa?
Mamma:- -leggermente impallidita devo dire- ma Francy, ma come… ma non sei sicura di averla portata dietro?
Io:-  …ma si son sicura… mi sento anche la sensazione della borsa appena portata sulla spalla…

Diciamo a mio padre, che nel frattempo parlava ancora con la schiera di camerieri, in sordina questa cosa del dubbio, ma viene sentito anche da una cameriera che mi dice:

Cameriera:- guarda che quando sei entrata, mi sembra che non avevi la borsa

Il dubbio iniziava quasi a diventare una certezza, ma non ero convinta poi interviene il nonno che mi dice.

Nonno:- guarda che mi sembra che quando mi hai aiutato ad uscire dalla macchina non avevi la borsetta

Me ne stavo convincendo, e ho lasciato andare a scemare -con molta nonchalance- la cosa piano piano dicendo che forse l’ho lasciata a casa, che devo essere proprio andata, ma non ero convintissima, anzi cercavo di autoconvincermi che fosse così. La serata è proseguita, con io che nonostante il figurino ero parzialmente tranquilla e stranamente non so per quale motivo non mi vergognavo della cosa, mia madre che era sbiancata e che aveva un attacco di colite nervosa dall’ansia e mio nonno che mi ripeteva tutta la sera:- guarda che mi sembra che quando mi hai aiutato ad uscire dalla macchina non avevi la borsetta.

In conclusione: La borsa era a casa attaccata alla maniglia della porta del ripostiglio.
Era un periodo in cui probabilmente ero un pò esaurita, si vedeva che non avevo fatto ferie

3) Ero andata alle Torri (per chi non è di Trieste le Torri sta per “Torri d’Europa” un centro commerciale) per prendere un regalo per una festa.
Stranamente avevo fatto subito, ma credo siano pochissime le persone che andando alle Torri poi non si recano all’Ipercoop, anche per prendere solamente una cosa -pura utopia visto che poi escono con il carrello pieno- e stessa cosa era capitata quel giorno, ma previdente come ogni tanto sono, avevo preso il carrello. Dopo aver pagato la spesa e successivamente il posteggio alle casse automatiche, mi reco verso il posteggio, apro l’auto e carico la spesa. Ora mancava di riporre il carrello e recuperare il capitale inattivo all’interno.
Accanto alla mia macchina c’erano delle file di carrelli appena sistemati, probabilmente appena messi là dagli addetti in attesa di essere portati al piano commerciale, ma erano messi non nel solito verso, ma con la parte della maniglia rivolta verso il muro. Era impossibile per me quindi, infilare il mio carrello alla solita maniera e così -io che ho scritto furba in fronte alcune volte- cosa faccio? Vado convinta all’inizio della fila ed infilo dal retro sto benedetto carrello, prendo l’aggeggio da inserire nel carrello affinché si apra lo sportellino eee?? ... e sto sportellino non si apre… ma come! Ridammi il mio soldino! Studio, giro, volto e pesto ma nulla… M’illumino d’immenso circa un minuto dopo: nooo!!!! Il meccanismo funziona solo se inserisci il carrello nel solito verso. Ma io rivolevo il mio soldino, quindi ho iniziato a studiare il sistema: ho brandito un gettone dell’autolavaggio -che entrava a pennello sappiatelo- e preso un altro carrello rinfilandolo alla stessa maniera in quello di prima. Così ho recuperato il mio soldino. Ma a questo punto era una questione di principio e rivolevo il mio gettone! Quindi ho tentato ancora fino a formare un circolo vizioso e allungare la fila di carrelli -che prima del mio avvento avevano le stesse lunghezze- finché mi sono fermata cercando di trovare un metodo. Ma in questi momenti arriva la vecchia di turno che si fa la manciata di cavoli miei gridando

Vecchia:- Xe là i carei, xe là i carei!
Mi giro con sguardo assassino rispondendole
Io:- Lo so che xe là i carei!! Ho messo qua il carrello al contrario.
Vecia:- E non te dovevi!
Poco mi ha trattenuto da tirargli dietro qualcosa.

L’epilogo della storia è che il carrello ha vinto… maledetto… ho recuperato il soldino, ma perso il gettone. L’altro lato tragico e stato quando andata via dal posteggio tentando di infilare la ricevuta nella macchinetta mi è caduta per terra e ho dovuto cercare quella giusta tra una ventina...

4) Quando ero bambina ero in un ristorante cinese con i miei e con una loro amica. Come tutti i bambini, dopo aver finito di mangiare mi sono alzata e vagavo per il ristorante per ingannare il tempo. Mi sono messa a giocare nell' appendi cappotti.
Non so che mi sia saltato in mente quel giorno, ma ho messo la mano dentro ad un cappotto e ho trovato delle chiavi. Ho pensato di fare uno scherzo  . Le ho prese e nascoste dietro ad una stufa.

Verso fine serata il proprietario del cappotto se ne stava andando via è ha notato subito che dentro alle tasche non c'erano più le chiavi (che poi non si lascianbo delle chiavi dentro ad un cappotto incustodito  ) e ha cominciato a chiedere ai camerieri che ovviamente non ne sapevano nulla. Sono arrvati al nostro tavolo chiedendo se per caso le avevo prese io, visto che mi avevano visto giocare là.
Io, con il mio visetto da angioletto, ho detto di no  . Me lo hanno chiesto più volte, ma io negavo.

Il tipo le starebbe cercando ancora adesso se quando arrivati a casa e messa a letto, la mamma non me l'avesse chiesto ancora una volta con tanta dolcezza. Mi rannicchiai sotto le coperte e dissi che le avevo messe dietro alla stufa.
Ovviamente è toccato a papà ritornare al ristorante, in cui non abbiamo più messo piede.

5) Da piccola ero una capobanda. Mi ricordo che all'asilo una volta le suore non volevano aprirci il magazzino dove tenevano le autine, quelle a pedali, ma anche quelle elettriche. A me, che già a tenera età adoravo le auto, mi sembrava un'ingiustizia che le tenessero là quel giorno senza farcele utilizzare.
Così ho praticamente spinto e mosso la maniglia finchè la porta di legno non si è aperta e tutti i sudditi hanno potuto essere ricompenstati  ! Le suore si sono arrabbiate poi, hanno chiesto chi è stato, ma nessuno ha fatto la spia... ero amata dal mio popolo

6) Dovevo fare un'altro regalo per un compleanno. Visto che erano avanzati dei soldini del budget -era un regalo tra compagni di classe- ero andata al reparto oggettistica del supermercato a prendere una cosina da mettere accanto al regalo grande: un bicchiere di plastica con Titti che aveva anche una cannuccia a girella incorporata e che so avrebbe fatto impazzire questa mia amica. Ma era un furto! 5€ per un bicchiere in plastica solo perchè sopra c'era una cannuccia e c'era stampata Titti!! Vicino a quest'altro ce n'era uno semplice solo con titti stampato e veniva esattamente la metà... La mia solita illuminazione: guardo a destra, guardo a sinistra e con la solita nonchalance scambio il codice a barre adesivo... così l'ho pagato il suo prezzo!! Era assurdo pagarlo 5€!!!

7) Ero alla terza uscita con un ragazzo e mi aveva offerto di andare in giro per negozi in un centro commerciale di Udine. Stavamo girando per il centro commerciale e vedendomi che guardavo le vetrine senza fermarmi e senza entrare dentro i negozi mi disse:

Federico:- guarda che se vuoi entrare a fare un giro non ci sono problemi.
Io (indovinate un pò? Sempre con nonchalance gli dissi):- no be tranquillo, io non sono tanto tipo da negozi, in realtà non mi piace girare per negozi di vestiti preferisco più quelli tipo Mediaworld

Non ci potevo credere che l'avevo detto veramente, povero lui tutto convinto mi aveva portata in giro per negozi ed io gli dico così... poi l'ho ripresa in qualche maniera, ma in quel momento volevo sprofondare....

8) Una volta all'asilo ho morso un orecchio ad una bambina.... eh, ma lei mi aveva morso il braccio...

Ecco, mò ho messo tutto in piazza... spero mi verrete ancora a trovare
Quale vi è piaciuta di più??

Ora devo incatenare 8 amici-blogger:

1 )sigi
2 )ktraxx
3) assordantesilenzio
4) Bella la vita, neh
5) Romins
6) TheSickBoy
7) JeanLoupVerdier
8) branzinoalsale
domenica, 18 giugno 2006
23:21

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Le mie vecchie domeniche (1)

Frittata di francynnuf : vita passata
La domenica è un giorno della setttimana che non mi è mai piaciuto.
E' il giorno per eccellenza in cui  ci si riposa (anche se non è detto), ma è anche una giornata che io ritengo anonima... amorfa. Le città sono vuote, i negozi sono chiusi, c'è silenzio, tutto riposa.

Tanti anni fa, quando ero ancora bambina e avevo appena iniziato la scuola, non percepivo così le domeniche, mi ricordo che regolarmente, da un certo momento in poi, utilizzavao questa giornata (che nella mia testolina era domenica = dormire la mattina) per andare con i miei genitori e due loro amici con figlio a seguito, che frequentava la stessa mia scuola solo nella sezione opposta, a camminare tutta la santissima giornata per i boschi della Slovenia, raramente andavamo in Carso. All'inizio, essendo per me esperienze nuove, ero contenta di passare le mie domeniche in questo modo, vedevamo diversi posti o per meglio dire boschi camminando per ore e ore. Spesso facevamo anche delle grigliate in due dei tanti posti in cui andavamo: uno era vicino ai piedi del Nanos, l'altro vicino alla Selva accanto ad un ruscello che si formava da una sorgente da cui bevevamo l'acqua. Non lo nego, ho vissuto dei bei momenti, mi sono praticamente sempre divertita e ho imparato diverse cose.
Il padre del mio amico si era inventato anche una specie di gioco, probabilmente per rendere meno faticose le nostre eterne camminate, prendendo spunto dalle storie di Topolino: lui era il Gran Mogol e noi due bambini eravamo le giovani marmotte, io Eli ed il figlio Quo, il mio papà era il Gran Mogol in retrocessione e le mamme le babbione. Ci creava delle missioni da fare, tipo costruire un arco, camminare in equilibrio su un tronco tagliato e tante altre cose e noi ci divertavamo molto, forse io di più soprattutto perchè il mio amico era un pò tanto imbranatello dal punto fisico ed io, sempre stata una bambina piuttosto sveglia, me la godevo un mondo quando si accendeva come una miccia perchè non riusciva a fare alcune cose, oppure piagnucolava... In queste giornate c'erano anche delle grandiose litigate, tra me e l'amichetto che tendeva allo stronzetto, comunque tutto passava poi...

Queste esperienze sono inocminciate d'inverno, mi ricordo, e poi si sono protratte anche d'estate dove, sempre la domenica, invece cha andare al mare (luogo alquanto ostile per i nostri papà) si andava a scarpinare o si andava fino a un paese chiamato Voijsko , vicino al monte Nero, dove passavamo anche la notte in una casa a 1500 metri in mezzo a delle vallate.
Lì abbiamo passato anche diverse vacanze estive, non potendoci più permettere di viaggiare. Andavamo a prendere il sole sulle rive di un fiume, bassissimo, dove ci divertavamo a catturare i girini, per poi liberarli subito, non si riusciva a fare il bagno, l'acqua era troppo bassa e freddissima, così risalivamo controccorrente il fiume, con i nostri papà, e facendo di tanto in tanto il bagno nelle enormi pozze scavate nelle pietre dal confluire dell'acqua dove quest'ultima era caldissima, riscaldata dai raggi del sole, salivamo fino a raggiungere un lago profondo alimentato da una grande cascata e li nuotavamo.
Passati anche molti Natali e Capodanni dove ci divertavamo moltissimo a giocare con la neve altissima e a scivolare sullo slittino...

Tutto questo durò per 6 o 7 anni, fino a quando ci separammo piano piano...

C'è dell'altro da raccontare, ma lo riservo per un'altro frammento di ricodo di questa vita passata.
domenica, 11 giugno 2006
19:32

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Una giornata da dimenticare

Frittata di francynnuf : vita passata
Un' anno fa ho vissuto la classica giornata nera, quelle in cui ti va tutto storto dalla mattina alla sera ed è meglio che uno si metta sotto ad una campana di vetro.

Ore 12.00: sto utilizzando il pc che ad un certo momento fa TAC... TATA TA TA TA TA TA.... Bloccato... partito il disco fisso...
E' stato devastante perchè dentro c'erano le foto della gita a Barcellona fatta l'ultimo anno di scuola, della cena di matura, della gavettonata fuori scuola, del mio compleanno, di 2 anni di vacanze ed il fatto di non averle stampate e messe in un disco (cosa che ora faccio) e di averle perse persempre mi ha gettato in una tristezza totale... tutti quei ricordi...

Ore 20.00: sto per andare alla partita in stadio e mi telefona una persona che era meglio che non mi chiamava.
Con il suo humor-stronzetto, mi ha fatto venire un nervoso che mi ha provocato un mal di stomaco micidiale, una persona che ha scoperto l'acqua calda dicendomi che c'è di peggio nella vita che la rottura di un HD... ma va, aspettavo che me lo dicesse lui... in certi momenti uno ha bisogno di una consolazione, invece questo mi ha fatto venire un isterismo...

Ore 22.40: giusta conclusione di una giornata di mexxx: ho avuto il mio primo (e mi auguro vivamente anche l'ultimo) incidente in auto.
Uscendo di casa un' auto stile carroarmato seconda guerra mondiale con paraurti in marmo (trattasi di Mercedes Benz 2000 vecchio tipo) non mi ha dato la precedenza a destra e... BAM... ha infierito sul mio povero Fiestino. Come si può vedere dalla foto, la fiancata si è ben che accartocciata nonostante abbia una carozzeria molto solida, è partita la cintura e la plastica all'interno si è ammacata da tanto il Mercedes ha infuriato... € 2.700 di danno (il Mercedes ha rotto solo un pezzetto di fanale), e menomale che l'auto valeva di più...
Per fortuna è andata bene, io ho avuto il classico colpo di frusta laterale e mi sono fatta l'estate di fisioterapia e miorilassanti; l'inverno invece è passato con il colo dolorante ed ora sono un pò sensibile all'umidità e ai colpi d'aria....

Fiesta Bum

Però se devo trovare il lato positivo in questa bruttissima giornata devo dire che:
- per vedere se recuperavo i dati dall' HD ho contattato una persona che, non solo mi ha recuperato il prezioso contenuto, ma che mi ha dato la possibilità di fare un colloquio con il suo capoufficio ed ora lavoro da 6 mesi,
- i soldi ce ho preso per l'incidente, mi han dato la possibilità di comprarmi il portatile, per lavorare e per le mie cose...
Rivisitando il detto si può dire che non tutto il male nuoce solamente và.