Il 26 Ottobre 1954 Trieste tornò ad essere italiana.

Una folla
immensa sotto la bora e la pioggia violenta scendeva verso il mare: le case si svuotarono, famiglie intere, uomini, donne, ragazzi, bimbi e vecchi corsero verso il centro, sui
tetti delle case vicine, alle finestre, agli abbaini ed in
qualunque luogo si potesse scorgere il mare c'era gente che guardava ed agitava bandiere, nastri, drappi e fazzoletti
bianchi rossi e verdi tra un urlo continuo: "Giungono! Arrivano! Ecco le navi! Ecco i
Bersaglieri" .... che spesso non erano affatto arrivati!
Ad un certo punto, fra gli spruzzi delle onde apparvero davvero le navi: prima un caccia, poi l'incrociatore e poi ancora gli altri due caccia. La gente impazzì, gli
undici anni di attesa sfociarono in un immenso grido, in uno slancio incredibile ed
inimmaginabile, verso le navi della
Patria che giungevano in porto.
Intanto da terra giungevano i Bersaglieri. Impiegarono oltre
un'ora con gli autocarri
per fare un chilometro o poco più. Non c'era più limite a trattenere l'entusiasmo, gli autocarri erano
zeppi di Triestini, sul cofano, sui parafanghi, sull'imperiale, ovunque ci fosse il più piccolo appiglio c'era arrampicato un giovane o una ragazza erano entrati dappertutto, i poveri soldati soffocavano quasi dal
grande abbraccio di tutto un popolo! Vennero spogliati dalle penne sul cappello, dal cappello, talvolta anche dalle giubbe e alcuni ci rimettevano anche i bottoni delle giubbe perché ogni cittadino pretendeva un ricordo dal primo soldato che riusciva ad avvicinare. Gli autisti continuavano a guidare, i motori
non erano neppure in moto, perché avanzavano
spinti dalla folla stessa, senza la minima possibilità per il guidatore di vedere la strada.... Venne il tempo anche dell'assalto alle navi (
guarda il video) non appena accostarono: i marinai non poterono far altro che aiutare i molti giovani d'ambo i sessi che s'erano lanciati all'arrembaggio. In pochi momenti a bordo si videro più borghesi che marinai e
nulla riusciva a trattenere gli assaltatori, neppure le onde, il vento e la pioggia.
"Oggi, 26 ottobre 2007, Trieste celebra e festeggia il 53° anniversario del ritorno all’Italia, data che per noi rappresenta un luminoso simbolo di libertà. Una giornata che porta il ricordo della passione e del sacrificio di uomini che persero la vita in nome di un ideale alto e nobile: l’amore per la Patria e il diritto di essere italiani (Il Sindaco)."
Ed io mi commuovo...