... Tommy per gli amici, che mi descrivono come una persona solare, sempre sorridente e strana. Estate '84, web-designer prima idealmente, per sogno, ora concretamente, per professione.
Mi piace regalare un sorriso agli altri e tendo a vedere
il bicchiere mezzo pieno cercando di trovare il lato positivo nelle cose che mi accadono. Amo l'estate, il caldo torrido, la mia Trieste,
il giallo, leggere manga, andare al mare, andare allo stadio a tifare triestina, prendere un gelato, viaggiare, i Bon Jovi e amo l'avare l'auto.
.: Ipsi-Zum Pa Pa :.
Mi ripeto amo i Bon Jovi per i testi delle loro canzoni, per la voce di Jon e Richie, per la passione che ci mettono in quello che fanno... non so veramnete descrivere quanto mi piaccia la loro musica e quanto fa da colonna sonora alla mia vita. Amo profondamente Always: una canzone che ti entra nell'anima.
Ma ascolto (a volte ;P)anche altro, come i Bee Gees (The very best of the Bee Gees), i Queen, Elton Jhon, Ricky Martin e qualche canzone sparsa di qualche artista pescato tra i mille che esistono. Chi non posso davvero sentire sono gli U2. La bella musica italiana per me è solo quella di una volta: Equipe 84, Dik Dik, Vandelli, Lucio Battisti, Camaleonti, Nomadi (gli originali), Pooh (che fanno ancora belle canzoni) e tanti altri gruppi che hanno
scritto in quegl'anni canzoni che non saranno mai più scritte e che per fortuna non si scorderanno mai.
.: ipsi book :.
Trovo sia una cosa davvero rilassante andare in libreria a spulciare tra i scaffali i vari titoli proposti e leggere i trafiletti per entrare un pò nell'anima del libro e cogliere un pizzico di ciò che ti vuole comunicare.
Leggo la letteratura perchè entro in un'altra epoca attraverso ambientazioni, etiche e un modo di narrare che non fanno più parte di questa società. Trovo molto affascinante la mitologia.
Lo scrittore contemporaneo che mi piace molto leggere è Romano Battaglia: consiglio "Il silenzio del cielo: il ritorno di Sirio" e la "Capanna incantata" .
Sono un'accanita divoratrice di manga, che con la letteratura ci sta come la Nutella su un uovo sodo.
.: ipsi catodico :.
Ci sono moltissimi film che guardo più che volentieri rischiando anche di fare un buco nella pelliccola o nel dvd per quante volte me lo sparo, ma se qualcuno mi chiede quale sia quello che preferisco non so propio che rispondere. Comunque uno dei miei film preferiti è sicuramente "Navigator".
Sono per le commedie americane, quelle basate su una serie di equivoci, divertenti o semplicemente quelle che narrano la storia di un amore, purchè non sia miele puro, i film avventurosi (Indiana Jones, Alla ricerca della pietra verde), e quelli fantastici (ma non fantastici come Guerre stellari, ma come la Storia Infinita, Herry Potter, Il signore degli anelli). Assolutamente non posso vedere i film horror.
Trovo che non ci sarà mai più una coppia del cinema come Bud Spencer e Terence Hill, i loro film sono davvero bellissimi.
Adoro i cartoni animati, qui si che ho una preferenza assoluta: Il Re Leone.
I telefilm non li ho mai guardati, non li trovavo interessanti o divertenti, piuttosto monotoni, smielati, patetici e quelli che dovevano far ridere erano troppo scialbi. Quando ero alle elementari erano tutte matte per Beverly Hills, più tardi Melrose Place... mai guardati e anni fa Dowson's Creek... mai guardato.
Mai guardati finchè non è arrivato O.C. questo telefilm mi fa impazzire! Anche la storia di Supermen non è male, Lana apparte.
Friends, ecco quello si che era un telefilm (o sit-com?) che mi ha fatto ridere fino alle lacrime, sono assolutamente sicura che non esisterà più una serie tanto bella... all'ultima puntata mi sono commossa.
.: Sogni :.
Ordine casuale non prioritario
Innamorarmi;
Comprare l'auto;
Il mio lavoro a progetto diventi a tempo indeterminato;
Un'anguria gialla!!!
E' una varietà che si trova in Sicilia... proprio non sapevo della loro esistenza; il sapore è una via di mezzo tra il baciro e l'anguria classica, va mangiata molto fredda e, da quanto ho capito, non sono più grandi di tre chili.
Nell' ultima domenica di giugno degli anni pari, va in scena sopra al Golfo di Trieste (più precisamente sul lungomare di Barcola) l' "Air Show".
E' uno spettacolo che dura circa due ore che vede l'esibizione di numerosi veivoli che daranno spettacolo sopra al mare.
La manifestazione ha inizio alle 16.30 e l'elicottero AB 412 dei Vigili del Fuoco e l' AB 212 del servizio Star (Search and rescue) dell'Areonautica militare fanno da "apri pista" simulando azioni di ricerca e di recupero di persone in mare con l'ausilio anche di sommozzatori. Gli elicotteri sono veramente enormi e bellissimi, e l'azione di soccorso simulata, seppur un pò lontano dal punto in cui ero io, è stata veramente emozionante.
Si continua con la Pattuglia Pioneer 300 composta da 4 veivoli ultraleggeri, autocostruiti all'areoporto della Comina a Pordenone, pilotati da piloti civili italiani che hanno fatto una serie di passaggi con fumi. Molto carini, quasi non se li sentivano nemmeno quando passavano.
Usciti di scena i Pioneer, sono entrati i Bluevoltige, una pattuglia (anch'essi quattro) di motoalianti Fournier francesi pilotati da piloti italiani che si sono esibiti con incroci e fumi entusiasmanti. Una chicca: alla fine del loro programma sono saliti in cielo perpendicolari al mare con i fumi e hanno sparato dei piccoli fuochi artificiali... che chiaramente non sono riuscita ad immortalare.
A questo punto è arrivato un A 129 Mangusta, un'elicottero d'attacco dell'esercito italiano di stanza a Casarsa. Non ci sono parole per descriverlo: spettacolare. Veramente bellissimo, deve avere dei motori veramente potenti, perchè pur non passando mai vicino a dove ero io (per questo niente foto) quanto passava a distanza di fronte a me lasciava una scia sonora fortissima.
Immediatamente dopo è arrivato un B25 Mitchell, un bimotore della seconda guerra mondiale costruito nel Kansas nel 1945 con il look un pò retrò in argento sgargiante. Bellissimo, faceva un figurone, il sole lo illuminava e lui riflettendo la luce s'illuminava tutto, era quasi impossibile guardarlo per la luce riflessa.
Finalmente a questo punto è arrivata la fatidica ora, mancano solo 3 minuti alle 18.10 ora in cui le Frecce Tricolori erano attese. Migliaia di nasi all'insù a scrutare il cielo, cercando di vedere in lontananza sulla città, all'orizzonte del mare o verso il Castello di Miramare se i mitici Aermacchi MB-339 biposto stanno arrivando, ma non si vedevano...
Alle 18.10 puntualissimi, quasi fossero stati svizzeri, sorprendono tutti arrivando dal Carso esattamente dietro le nostre spalle esordiendo con un bellissimo tricolore, nessuno li ha sentiti arrivare poichè questi aerei infrangono la barriera del suono, arrivando per primi. A questo punto il cuore batte forte, sarà perchè sono emozionanti, sarà perchè sopra il mare è tutto più bello, sarà perchè a Trieste il Tricolore fa sempre un certo effetto, direttamente sul golfo poi è tutto amplificato.
Le Frecce ci hanno regalato il loro programma completo della durata di 20/25 minuti. Le figure più spettacolari sono state la "bomba", con il solista che, in risalita, incrocia i veivoli dei compagni impegnati in discesa, e poi la cosidetta "alona tricolore", che prevede un altro incrocio mozzafiato del solista fra le maglie della formazione, schierata in parallelo (credo di essere riuscita a registrare il video, prossimamente lo posterò). Gli aerei delle Frecce Tricolori sono lunghi 10 metri e 90 centimetri per un'apertura alare di 10.80, sono muniti di un motore turbogetto Rolls-Royce Viper 632-43 che consente una velocità massima di 900 Km/h (noccioline insomma).
E' stato bellissimo, come sempre, la pelle d'oca non se ne andava mai e l'emozione nemmeno. Il solista sfrecciava a poco più di 50 metri dalla riva, un'emozione travolgente che ti fa venire in mente quanto poco (per noi) basta per emozionarsi.
Se ne sono tornate ad Aviano così, salutandoci con il Tricolore più grande del mondo (che hanno esibito qui a Trieste due anni fa per la prima volta, per entarare nel Guinnes dei Primati).
Una settimana fa è arrivata la cicogna nel mio uffico, e questo mi ha fatto pensare a quante vite nascono ogni ora, minuti, nel corso di una giornata. Alla radio ora stanno suonando Welcome You Wherever You Are dei miei amatissimi Bon Jovi, una canzone che ogni volta che la sento mi ricorda del perchè amo le loro canzoni... per quello che loro scrivono.
Dedico a tutte le nuove vite queste parole...
Benvenuto ovunque tu sia
Forse siamo tutti diversi
ma siamo ancora gli stessi
abbiamo tutti il sangue dell'Eden
che scorre nelle nostre vene
so che a volte è difficile capire e sei incastrato tra quello che sei e quello che vuoi essere
se ti senti solo e perso, e hai bisogno di un amico ricorda che ogni nuovo inizio è la fine di qualche inizio
benvenuto ovunque tu sia
questa è la tua vita, ti ci sei allontanato benvenuto,tu devi credere
che proprio qui adesso tu sei esattamente dove dovresti essere benvenuto ovunque tu sia
quando tutti sono dentro e tu sei rimasto fuori
e ti senti affogare in un'ombra dell'alba tutti sono un miracolo, ognuno a suo modo
allora ascolta te stesso,
e non quello che gli altri dicono
quando sembra che ti sei perso, sei solo e ti senti giù, ricorda che tutti siamo diversi dà solo uno sguardo in giro
benvenuto ovunque tu sia
questa è la tua vita, ti ci sei allontanato
benvenuto, tu devi credere
che proprio qui adesso tu sei esattamente
dove dovresti essere sii chi vuoi essere, sii quel che sei
tutti sono degli eroi, tutti sono delle stelle
quando vuoi arrenderti e il tuo cuore sta per spezzarsi ricorda che tu sei perfetto, Dio non fa degli errori
benvenuto ovunque tu sia
questa è la tua vita, ti ci sei allontanato
benvenuto, tu devi credere
che proprio qui adesso tu sei esattamente
dove dovresti essere
benvenuto ovunque tu sia
questa è la tua vita, ti ci sei allontanato
(ho detto benvenuto) benvenuto ovunque tu sia
questa è la tua vita, ti ci sei allontanato (benvenuto)
Oggi la mia presenza nel posto in cui lavoro è diventato qualcosa di concreto.
Grazie all'insegnante che avevo al corso di flash con cui ho mantenuto un conttatto tramite mail per qualsiasi evenienza al riguardo, ho fatto un colloquio con il suo capoufficio con lo scopo di andare ad imparare un mestiere, se così si può chiamare, una specie di stage e la mia unica ricompensa era l'esperienza e la possibilità di assorbire il massimo da ciò che mi veniva insegnato quotidianamente. Una grande cosa, perchè uscita dai corsi, sapevo muovermi sufficientemente nei programmi che ho studiato (dreamweaver, flash e photoshop) e l'unico modo per imaprare di più e migliorare era fare appunto un'esperienza sul campo, affiancata da professionisti che mi chiarivano i dubbi e che mi insegnavano quello che non conoscevo. Dovevo stare fino a dicembre e da allora sono passati sei mesi...
Sono molto soddisfatta del percorso che ho fatto, ho imparato molto, anzi, tantissimo e dal punto di vista umano ho conosciuto davvero persone splendide, che non esitano ad aiutarti, insegnarti, ad essere disponibili, che mi hanno fatto sentire da subito come una di loro, e questo è importante, in un ambiente di lavoro davvero bello.
Oggi finalmente abbiamo parlato delle mie prospettive all'interno di questa società e finalmente posso dire di farne parte anch'io.
Aldilà del fatto che ora verrò retribuita, sono strafelice per ciò che mi ha detto il capo e cioè che mi vogliono assolutamente tenere perchè sono una persona seria e che impara subito, ma che ho da studiare ancora. Non poteva dirmi di meglio, mi sento pienamente appagata e mi ipegnerò al massimo con lo studio per crescere proffesionalmente e arrivare a settembre pronta per gli obiettivi che m'hanno preposto.
E poi non mi è di alcun peso studiare, è il lavoro che voglio fare e mi piace troppo impararlo.
La domenica è un giorno della setttimana che non mi è mai piaciuto.
E' il giorno per eccellenza in cui ci si riposa (anche se non è detto), ma è anche una giornata che io ritengo anonima... amorfa. Le città sono vuote, i negozi sono chiusi, c'è silenzio, tutto riposa.
Tanti anni fa, quando ero ancora bambina e avevo appena iniziato la scuola, non percepivo così le domeniche, mi ricordo che regolarmente, da un certo momento in poi, utilizzavao questa giornata (che nella mia testolina era domenica =dormire la mattina) per andare con i miei genitori e due loro amici con figlio a seguito, che frequentava la stessa mia scuola solo nella sezione opposta, a camminare tutta la santissima giornata per i boschi della Slovenia, raramente andavamo in Carso. All'inizio, essendo per me esperienze nuove, ero contenta di passare le mie domeniche in questo modo, vedevamo diversi posti o per meglio dire boschi camminando per ore e ore. Spesso facevamo anche delle grigliate in due dei tanti posti in cui andavamo: uno era vicino ai piedi del Nanos, l'altro vicino alla Selva accanto ad un ruscello che si formava da una sorgente da cui bevevamo l'acqua. Non lo nego, ho vissuto dei bei momenti, mi sono praticamente sempre divertita e ho imparato diverse cose.
Il padre del mio amico si era inventato anche una specie di gioco, probabilmente per rendere meno faticose le nostre eterne camminate, prendendo spunto dalle storie di Topolino: lui era il Gran Mogol e noi due bambini eravamo le giovani marmotte, io Eli ed il figlio Quo, il mio papà era il Gran Mogol in retrocessione e le mamme le babbione. Ci creava delle missioni da fare, tipo costruire un arco, camminare in equilibrio su un tronco tagliato e tante altre cose e noi ci divertavamo molto, forse io di più soprattutto perchè il mio amico era un pò tanto imbranatello dal punto fisico ed io, sempre stata una bambina piuttosto sveglia, me la godevo un mondo quando si accendeva come una miccia perchè non riusciva a fare alcune cose, oppure piagnucolava... In queste giornate c'erano anche delle grandiose litigate, tra me e l'amichetto che tendeva allo stronzetto, comunque tutto passava poi...
Queste esperienze sono inocminciate d'inverno, mi ricordo, e poi si sono protratte anche d'estate dove, sempre la domenica, invece cha andare al mare (luogo alquanto ostile per i nostri papà) si andava a scarpinare o si andava fino a un paese chiamato Voijsko , vicino al monte Nero, dove passavamo anche la notte in una casa a 1500 metri in mezzo a delle vallate.
Lì abbiamo passato anche diverse vacanze estive, non potendoci più permettere di viaggiare. Andavamo a prendere il sole sulle rive di un fiume, bassissimo, dove ci divertavamo a catturare i girini, per poi liberarli subito, non si riusciva a fare il bagno, l'acqua era troppo bassa e freddissima, così risalivamo controccorrente il fiume, con i nostri papà, e facendo di tanto in tanto il bagno nelle enormi pozze scavate nelle pietre dal confluire dell'acqua dove quest'ultima era caldissima, riscaldata dai raggi del sole, salivamo fino a raggiungere un lago profondo alimentato da una grande cascata e li nuotavamo.
Passati anche molti Natali e Capodanni dove ci divertavamo moltissimo a giocare con la neve altissima e a scivolare sullo slittino...
Tutto questo durò per 6 o 7 anni, fino a quando ci separammo piano piano...
C'è dell'altro da raccontare, ma lo riservo per un'altro frammento di ricodo di questa vita passata.